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THDesk Regolare il Fireball Le Vele Il Fiocco
di Mauro Bassi
Molto meno problematico nelle regolazioni ma importante almeno quanto la randa il fiocco ha sicuramente subito meno cambiamenti nel corso degli anni.

Tutti gli sforzi relativi a questa vela si sono concentrati sulla sua capacità di dare accelerazione al flusso in uscita verso la randa, che è poi il vero motore del Fireball, uniti alla ricerca di un angolo di attacco al vento sempre più stretto.

Va da sé che queste caratteristiche siano in strettissima correlazione con lo stato d'uso per due motivi; per primo l'angolo di attacco al vento è dipendente dal profilo dell'inferitura, la quale con l'andare del tempo e con il fileggiamento continuo tende ad ingrassare aumentadolo irreparabilmente soprattutto nel terzo inferiore; per secondo lo stiramento generale di tutta parte magra della vela verso la balumina aumenterà il grasso del terzo verso poppa dando un effetto cucchiaio al flusso di aria che invece di unirsi al flusso sottovento della randa e accelerarlo lo disturberà.

Il fiocco dunque è destinato per sua natura a durare molto meno della randa e, nelle stagioni intense di regate, possiamo coglierne la differenza; il fiocco nuovo di marzo dopo 10 o 15 regate arriverà ad ottobre molto cambiato nel suo aspetto e soprattutto nel suo rendimento. Non abbattiamoci quindi perché camminiamo un po' meno o facciamo meno prua di quando il fiocco era nuovo!!

Questa caratteristica ha peraltro influito molto nelle scelte dei alugina quando è apparso il Kevlar sul mercato. Personalmente mi sono fatta una opinione e la vorrei esprimere. Inizialmente ognuno di noi ha benedetto il mitico tessuto pensando a quanti fiocchi abbiamo buttato via nella nostra carriera (tiene il profilo per più tempo, ingrassa molto più lentamente, ecc.) ma chissà perché oggi i fiocchi di Kevlar in circolazione sono molto pochi e, guarda caso, sono tutti appannaggio di equipaggi che se ne possono permettere anche due a stagione!

In realtà il fattore strutturale è molto vantaggioso, angolo di attacco spettacolare, profilo e sinergia con la randa semplicemente perfetti ma il fattore fileggiamento è risultato determinante riducendone la drasticamente la durata per delaminazione degli angoli di mura e di scotta. Così alla fine è più conveniente avere il classico fiocco di Dacron che "deperisce più lentamente" e non tocca più di tanto le nostre tasche.

Ricordiamo infine che anche il fiocco ha due misure fondamentali dettate dalle Tuning Guides:

  1. La diagonale che unisce l'angolo di scotta al punto sull'inferitura corrispondente al terzo inferiore della sua lunghezza (e che per comodità visiva va disegnata almeno per 50 cm dal punto di scotta con un pennarello nero nelle 3 posizioni indicate dalla tuning guide) serve a regolare la posizione del punto di scotta nel senso alto-basso a seconda delle condizioni di vento e onda (la scotta sarà il prolungamento ideale di queste linee).


  2. La posizione del punto di scotta nel senso interno-esterno che corregge l'apertura del punto di scotta con le diverse condizioni meteomarine.
Non è necessario che il fiocco "spazzi" la coperta ma è bene che la sfiori soltanto quindi andrà murato a circa 15 cm dalla coperta stessa (darà anche meno fastidio alla scotta sottovento dello spinnaker quando lo isserete).

I filetti sistemati sulla balumina vi danno l'idea di come il flusso di aria esca dal fiocco e sono indicativi di come si sono interpretate le regolazioni, quindi guardateli. Se possibile, infine, stivate il fiocco nella sua sacca sguainando il cavo di acciaio, cosi' lo preserverete da pieghe dannose al tessuto in una parte delicatissima della vela.

sfumato
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