CLASSE iscrizione regate delegazioni mondo galleria interattiva abbigliamento
THDesk Regolare il Fireball Le Vele Lo Spinnaker
di Mauro Bassi
Al contrario del fiocco lo spinnaker è in assoluto la vela che ha subito più cambiamenti da ogni punto di vista. E' infatti una vela nella quale ogni più piccola variazione nel taglio e nelle misure può dare risultati sorprendenti.

Si sono fatti, credo, centinaia di esperimenti variando il numero dei ferzi, il loro taglio, l'allunamento delle balumine e della base, a ferzi orizzontali, radiali, triradiali, per non parlare di quanti tessuti nel corso degli anni si sono avvicendati per la sua costruzione in virtù della loro leggerezza, impermeabilità, resistenza e durata e dunque non c'è più molto da inventare; da un po' di tempo, infatti, i tagli sono abbastanza simili e le prestazioni anche.

Secondo me vale dunque la pena, (dopo aver appurato di possedere uno spinnaker non deformato e dal tessuto abbastanza vivace) di lavorare sul modo di portarlo in navigazione per trarne un concreto vantaggio. Per tessuto vivace intendo un tessuto che faccia ancora rumore quando lo si maneggia.

Gli spinnaker, infatti, perdono la loro voce man mano che invecchiano fino a diventare morbidamente silenziosi e porosi come vecchie pezze; quando nel piegarli non dovrete più combattere per sgonfiarli sarà giunto il momento di farne borse da spiaggia.

Vale la pena di ricordare che, come per randa e fiocco, ogni piccolissimo vantaggio portato da una vela nuova e dalle performance spettacolari, può essere vanificato da un errore di regolazione o, ancora peggio, da un errore tattico in regata.

Personalmente credo che portare bene lo spinnaker in una regata sia molto più importante di quanto pensi la media dei alugina ; basta fare mente locale su come è composto un qualsiasi percorso per capire che più del 50% di esso viene compiuto con lo spinnaker e, va da sé, che molti di noi non danno molta importanza a questa considerazione.

E' abbastanza naturale pensare prima a randa e fiocco, del resto si parte di bolina, pensiamo dunque per prima cosa alla boa al vento, poi si vedrà… Arriviamo in boa, magari già stanchi dopo la prima bolina, alziamo lo spinnaker e ci rilassiamo almeno per i primi 5 minuti ed è proprio li che cominciamo a perdere o a non guadagnare perché non sfruttiamo sempre il nostro spinnaker.

Al di là di ciò che porta a decidere il nostro senso tattico nel bordeggio di poppa o nelle regolazioni, pur importanti, delle altre vele, il compito dei nostri prodieri è quello di concentrarsi sul motore senza mai perderlo di vista.

Preferisco gli spinnaker cosiddetti allround che riescono a essere competitivi su tutti i percorsi piuttosto che spinnaker dichiaratamente da lasco di piccole dimensioni con spalle strette e poco allunate e molto magri, o da poppa con spalle molto accentuate, di grandi dimensioni e molto grasso in alto.

Gli spinnaker per tutti i tempi sono l'esatta via di mezzo e, se portati bene, perfetti su ogni angolazione portante. La cosa importante da considerare è che uno spinnaker può lavorare in due modi:
  • In poppa piena lo spi è esposto completamente al vento e la linea che unisce le balumine è praticamente parallela all'asse del vento; questo significa che il flusso d'aria entra nel centro dello spi ed esce alugina e e dalle balumine e quindi avremo un flusso regolare (quindi il massimo della spinta) tenendo le bugne alla stessa altezza. Sarebbe addirittura consigliabile allenarsi in questa andatura mettendo dei tell tales a 30 cm dalle balumine controllandone il corretto filare verso l'esterno.


  • Al lasco il flusso è da prua verso poppa e il tangone (e quindi la bugna sopravvento) deve essere alzato con l'aumentare del vento per mantenere costante il canale fra spi e randa che non deve mai essere troppo chiuso (tangone troppo alto) o troppo aperto (tangone troppo basso).
In questa ultima andatura più che in ogni altra, comunque, sono l'allenamento e l'affiatamento tra timoniere e prodiere a determinare una buona performance, molto più che una vela nuova regolata però in modo approssimativo da un equipaggio poco concentrato.

Per concludere è bene ricordare che il tessuto degli spinnaker è in ogni caso più delicato, più sottile ma più sollecitato di quello delle altre vele e che dunque merita di essere trattato con particolare cura; lavato a fine regata con acqua dolce, steso ad asciugare magari a casa per qualche giorno e piegato con grande cura. Tessuto colla e cuciture vi ringrazieranno per questo!!

sfumato
Copyright @ 2004- Associazione Italiana Classe Fireball