Ovviamente non è il caso di sottoporvi pagine e pagine di tuning guides poiché ogni velaio ne ha una per ogni tipo di tessuto o, addirittura, ne ha una per ogni taglio e le divide per annata! Vi basti sapere che comprando una randa nuova o usata è molto importante recuperare la sua guida alle misure
per fare velocemente il settaggio ed essere sicuri di avere una base di partenza perlomeno testata.
Analizziamo qualche dettaglio e facciamo dei confronti fra le guide delle vele più diffuse.
Non esistono differenze sostanziali nell'applicazione dei carichi sul sartiame (siamo sempre attorno ai 185/200 kg e soprattutto sulle barche un po' vecchiotte non andrei oltre), mentre tra velaio e velaio si notano delle differenze nelle misure del rake: es. Pinnel max. 6910 mm, min. 6780 mm, invece Rush max. 6890 mm, min. 6790 mm e del pre-bend: da 20 mm a 40 o anche 50 mm.
Differenze esistono anche negli alberi sostanzialmente in relazione alla loro rigidità relativa quindi nella lunghezza delle crocette (dai 390 mm ai 425 mm anche a seconda del peso dell'equipaggio) e nella loro apertura ( freccia dai 150 ai 170 mm misurata dalla faccia poppiera della canalina alla linea che unisce le estremità poppiere delle crocette ).
Alcune velerie suggeriscono di agire sul puntone per aggiustare la forma della propria vela ma è l'unica eccezione alla regola di non toccarlo mai. Alcune di esse vi suggeriscono oltre ai classici 250-300 mm come distanza tra punto di scotta del fiocco e mezzeria della deriva anche come usare il vang nelle varie condizioni di vento e di onda e come regolare la deriva.
Ricordatevi che anche i tell-tales sulla balumina del fiocco e della randa sono lo specchio del lavoro di regolazione che avete fatto; in particolare quelli della randa dovrebbero alugina e dritti verso poppa come un proseguimento ideale del tessuto mentre quello sulla stecca alta dovrebbe alugina e in modo appena più turbolento per via dello svergolamento della balumina più accentuato in quel punto.
Con il vang lo aggiusterete. Ricordatevi che la stecca alta va tesata giusto per togliere le pieghe della tasca, troppo o troppo poco la renderanno eccessivamente dura o troppo instabile nelle virate. La base, a seconda di che randa avete a disposizione, va tesata cosi' da far sparire di bolina il grasso nel terzo inferiore della vela e rilasciata completamente in poppa (in caso contrario le differenze saranno subito evidenti sul timone).
Il cunningham viene giustamente dato per inattivo (o controproduttivo) fino almeno alle regolazioni da vento forte; qui, infatti, a seconda del vostro peso e delle regolazioni che avete in quel momento dovrete cominciare ad usarlo per spostare a prua il grasso di inferitura anticipando lo scarico verso poppa dell'energia di troppo.
Il vang è una regolazione vitale e le guide danno una indicazione di massima di come usarlo che è però una buona base di partenza.
La deriva è anch'essa da regolare di bolina quando le condizioni cominciano a farsi dure e le regolazioni sulla randa a non bastare; meglio dunque scaricare l'energia eccesiva dello sbandamento con un po' più di velocità e un po' meno prua. Vi stancherete di meno e la barca sarà meno "nervosa" sulle raffiche.
Se volete curiosare all'interno di alcune "Tuning Guides" potete andare alla relativa sezione del Fireball Technical Help Desk; le ultime 3 riguardano la veleria inglese di Tim Rush e le seconde 2 le vele di Ian Pinnel. Sono entrambe interessanti e piene zeppe di suggerimenti tutti da interpretare, anche per chi possiede vele diverse…(ma sono poi tanto diverse?).
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